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Dal 2022 la mobilitazione militare ha trasformato le modalità delle relazioni intime in Russia. Nel mondo digitale, migliaia di donne utilizzano i social network per mantenere un legame con i loro compagni mobilitati.
Dall'autunno 2022 numerose testimonianze riportano le difficoltà incontrate dalle donne nell'ottenere notizie affidabili sui loro mariti, fidanzati o compagni inviati al fronte. In diverse città russe si sono tenuti raduni spontanei di parenti per chiedere informazioni ufficiali o domandare la smobilitazione.
Secondo le indagini pubblicate su Paperpaper.ru e E1.ru, alcuni collettivi femminili stanno cercando di interpellare le autorità locali, spesso senza risposta. Parallelamente, si è affermato un massivo fenomeno digitale.
Su TikTok, VKontakte e Telegram, migliaia di giovani donne espongono pubblicamente la loro attesa: messaggi personali, racconti di vita quotidiana, gesti volti a mantenere il legame nonostante l'assenza. Sotto gli hashtag #ждумужасСВО (#aspettomiomaritoSVO) o #жду (#aspetto), condividono video, foto e testi. A Ekaterinburg, Irina, ventidue anni, pubblica su TikTok dei video in cui prepara la casa per il ritorno del suo fidanzato.
A Rostov, Marina, ventotto anni, condivide su VKontakte delle lettere aperte indirizzate al suo compagno mobilitato, insieme a dei contatori che segnano i giorni trascorsi dalla loro separazione. I formati più diffusi includono foto in abito da sposa con striscioni, videoclip che mostrano le decorazioni della casa «in attesa del ritorno» o ancora agende online che tracciano giorno dopo giorno l'assenza del familiare.
In alcuni casi, l'esposizione dell'attesa online assume un'ampiezza particolare: pubblicazione quotidiana di messaggi senza risposta, organizzazione di gesti rituali documentati, moltiplicazione di contenuti sul tema del ritorno sperato.
Alcuni gruppi specializzati su VKontakte riuniscono tra i 10.000 e i 50.000 membri, esclusivamente femminili, che condividono consigli, incoraggiamenti e testimonianze. Su Telegram, dei canali dedicati consentono alle donne di scambiarsi messaggi di sostegno, preghiere collettive e accorgimenti per rimanere in contatto nonostante le interruzioni delle comunicazioni.
«Finché si scrive e si attende, si resta connessi».