Incontriamo molti fenomeni che, nel sociale, hanno a che fare con la non-esistenza del rapporto sessuale. In particolare, vi sono fenomeni che assumono le fattezze di trend, ovvero di qualcosa che ha un certo valore, anche solo quantitativo e statistico, nelle comunità culturali statali e cittadine, o addirittura, nel cosmopolitismo. A Milano – città trendy per eccellenza – riscontriamo, tra gli altri, un trend di particolare interesse clinico: moltissimi soggetti, già ampiamente approdati all'età adulta, si rivolgono a centri diagnostici per sottoporsi a delle batterie di test
Su TikTok e Instagram – o almeno, nei loro circuiti algoritmici italiani – imperversano contenuti a carattere divulgativo sull'argomento. Si tratta di testimonianze di soggetti che raccontano della loro esperienza con sintomi, mal-funzionamenti e disadattamenti rispetto al sociale. I soggetti si raccontano nel rapporto con i propri sintomi, sul versante fenomenologico: raccontano quando sono arrivati, che lettura ne hanno fatto, cosa ne hanno detto le figure di riferimento. "Sono sempre stato/a quello/a strano/a, nessuno mi capiva" è una delle affermazioni più comuni. Tali manifestazioni sintomatiche sono riconducibili, in prevalenza, a due diagnosi nosografiche che ad oggi potremmo definire trendy: l'autismo – sovente ad alto funzionamento – e l'ADHD1. L'elenco dei sintomi possibili è – potremmo dire, per usare un eufemismo – molto inclusivo. Per l'autismo in età adulta, annoveriamo la difficoltà a socializzare, comprendere le emozioni altrui e le proprie, difficoltà ad affrontare situazioni impreviste, così come ipersensibilità agli stimoli sensoriali. Per l'ADHD, invece, si fa riferimento all'agitazione psicomotoria, disorganizzazione, difficoltà di concentrazione, impulsività decisionale, logorrea.
Il fenomeno dell'autodiagnosi – e della richiesta a un clinico di una certificazione diagnostica in età adulta – è di capillare diffusione. Sono molti i soggetti che cercano una diagnosi nosografica che, ipotizziamo, sia un movimento atto a negare l'inesistenza del rapporto sessuale attraverso nominazioni comuni e universalizzanti. Nascono così delle comunità, riunite a partire dal comune funzionamento psichico, accomunate dalla difficoltà di affrontare le richieste e i "doveri" della vita quotidiana. In tali gruppi "ci si riconosce".
Sono innumerevoli, infatti, i blog e i forum2 dove soggetti da ogni dove si confrontano non solo circa i propri sintomi, ma discutono animatamente su quale sia il trattamento più congeniale. E la partita si ripete spesso in modo identico: da un lato il trattamento o i farmaci e la volontà di controllo, dall'altro una parola che apre l'inconscio.
[1] https://old.jpsychopathol.it/article/il-disturbo-da-deficit-dellattenzione-ed-iperattivita-dallinfanzia-alleta-adulta/.
[2] Un esempio di forum: Psyco (https://psyco.forumfree.it/).


