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Opera per una performer1, due strumentisti, oggetti, elettronica e video, prima assoluta a Monaco nel 2021: si tratta della proposta performativa del compositore contemporaneo franco-argentino Sebastián Rivas. In essa, il teatro e l'audiovisivo – come procedimenti – si combinano attraverso diverse pieghe e tratti per dare forma a una pièce unica e di grande potenza scenica. L'opera non tratta dell'impossibilità del rapporto sessuale come tragedia, ma come apertura verso una possibile creazione. Laddove non c'è rapporto sessuale c'è invenzione e produzione artistica come possibile atto di scrittura dell'impossibile.

In Snow On Her Lips, Sebastián Rivas costruisce un'esperienza artistica che funziona come un prototipo sperimentale aperto in cui voce, suono e immagine non si completano in una totalità chiusa, ma rivelano la propria operatività. L'opera non mira a raggiungere una narrazione né un senso pieno; il suo centro sembra risiedere nella messa in scena stessa – nella possibilità di rendere visibile l'azione artistica in corso – dove ogni elemento può ricomporsi e trasformarsi a sua volta.

Sarà l'Ofelia di Heiner Müller ad abitare l'opera, presentandosi con un volto glitcheato2 immerso in una profonda oscurità, accompagnata da una voce extraterritoriale che recita frammenti, ritagli di suoni in una disarticolazione scenica con un corpo che sembra sforzarsi strenuamente di parlare. In questa discordanza, comincerà a delinearsi la complessa amalgama di rappresentazioni che quel corpo di donna accoglie.

L'opera non offre alcuna coincidenza tra immagini e parole, né comunione piena tra i frammenti di corpo. Suoni, immagini e silenzi si intrecciano e si respingono, mettendo a nudo il difetto costitutivo che struttura la messa in scena. All'orizzonte, l'impossibilità non appare come un fallimento, ma elevata alla condizione stessa dell'esperienza performativa ed estetica che incarna la performer Emma Terno. Un corpo che fin dall'inizio non appare come un organismo completo, ma come l'effetto di un'assenza; Rivas ricostruisce un corpo frammentato: ogni gesto, ogni sussurro, ogni silenzio, suggerisce presenza ma nega pienezza allo stesso tempo.

Snow On Her Lips non volge a una chiusura narrativa tanto meno a promesse di armonia, si presenta una scommessa artistica incompleta e dinamica, che risuona nel corpo. Trasforma il vuoto in materia sensoriale, ritmo e trama, mostrando come il vuoto stesso possa fungere da nucleo creativo. Non si tratta della restituzione di una totalità, ma di una superficie di invenzione. Un corpo come risposta singolare, superficie di iscrizione e artificio possibile di fronte all'impossibilità strutturale che potenzia l'esperienza estetica.

[1] S. Rivas, Snow On Her Lips, disponibile al seguente indirizzo: https://youtu.be/BVKdEvoWh6U?si=LmWhHr2uTK9kwtqV

[2] Tecnica di distorsione digitale che imita difetti o malfunzionamenti nelle immagini e nelle riproduzioni video, come distorsioni o rumore statico.