Le lingue dimostrano, quando si traduce dall'una all'altra, che non c'è una giusta proporzione tra esse e che non esiste un modo corretto di dire in una lingua ciò che è scritto in un'altra.
Un esempio concreto l'abbiamo leggendo il libro Las gemelas, El sueño. Un libro in cui Ursula K. Le Guin e Diana Bellessi si traducono a vicenda prendendo alcune delle loro poesie. Dalle caratteristiche particolari di ciascuna lingua e dall'inesistenza di un'unica forma corretta di tradurre emerge ciò che ogni autrice interpreta della poesia dell'altra.
Per esempio, di fronte al carattere impersonale di alcune frasi – di Le Guin – alla terza persona dell'inglese, che non richiede il femminile o il maschile in certi sostantivi, Diana Bellessi traduce sempre verso il sostantivo femminile, che in spagnolo implica orientarsi verso ella/s (lei/esse).
The Twins
Tiny dream children,
soulchildren,
silver and turquoise,
very old children.
One in your ear like a whisper
under the tawny hair,
by the river in the shadow of palms
and shadow of poplars.[…].
Las Gemelas
Diminutas niñas del sueño,
niñas almas,
plata y turquesa,
niñas tan antiguas.
Una en tu oreja como un susurro
bajo el leonado pelo,
en la sombra de álamos y la sombra
de palmas sobre el río.[…]1.
Le gemelle
Diminute bambine del sogno2,
bambine anime,
argento e turchese,
bambine così antiche.
Una nel tuo orecchio come un sussurro
sotto i capelli color fulvo,
nell'ombra dei pioppi e nell'ombra
delle palme sul fiume.[…].
Dal sostantivo senza genere children di Le Guin, Diana Bellessi deduce un soggetto femminile: niñas (bambine).
Il rapporto sessuale non può scriversi e questa impossibilità si fa sentire nel momento in cui si vuole tradurre da una lingua a un'altra. La traduzione, tuttavia, porta a dover scegliere, a prendere una posizione. Le lingue dicono in modo diverso. Alcune non richiedono di definire il genere in certi sostantivi. Altre, invece, costringono ad una scelta per poter dire. Dal punto di vista dell'interpretazione nel tradurre si deduce, oltre al senso, uno stile.
Sebbene non ci sia un modo corretto o proporzionale di tradurre una poesia, il punto di vista dell'interpretazione – nella traduzione e anche nella prassi analitica – mantiene un certo rapporto con lo stile, che cerca di dire qualcosa in ogni lingua.
[1] U.K. Le Guin, D. Bellessi, La gemelas. El Sueno, Rara Avis, Buenos Aires 2025.
[2] Nota di traduzione. Tradurre children con "bambine" consente di mantenere la scelta implicita nella versione spagnola. In inglese, infatti, children è un sostantivo privo di marcatura di genere; lo spagnolo e l'italiano, invece, non permettono tale indeterminazione. Non si tratta di tradurre semplicemente, ma di assumere una posizione là dove l'inglese consente di restare indeterminato. Tre osservazioni:
a) Sarebbe possibile ricorrere alla forma "bambin*"; tuttavia, si tratterebbe di una scelta legata a pratiche politico-linguistiche contemporanee, estranee al contesto storico e poetico del testo.
b) La resa con "bambine" conserva una risonanza fonica e una musicalità lirica: nel ritmo del verso italiano si produce un effetto di eco (per es., baMBIne / aNIme) che si perderebbe scegliendo "bambini".
c) "Bambine" (come niñas in spagnolo) introduce una marcatura esplicita del femminile; "bambini", in quanto maschile non marcato, produrrebbe invece un effetto di neutralizzazione semantica, riducendo l'impatto della scelta interpretativa implicata nell'atto traduttivo.


